Indice Glicemico e Carico Glicemico


Alcuni alimenti sono digeriti e assorbiti rapidamente determinando un elevato picco del glucosio nel sangue. Si dice che questi alimenti hanno un elevato indice glicemico. Altri alimenti sono digeriti e assorbiti più lentamente determinando un basso picco di glucosio nel sangue. Si dice che questi altri alimenti hanno un basso indice glicemico. L’indice glicemico degli alimenti varia da 1 a 100, essendo l’indice glicemico del glucosio pari a 100.

L’indice glicemico è un parametro con cui si classificano gli alimenti sulla base della velocità con cui, in seguito alla loro introduzione, si verifica un aumento del glucosio nel sangue ed un conseguente innalzamento dell’insulina, ormone deputato a mantenere sotto controllo la glicemia. Il valore calcolato è riferito al glucosio puro o al pane bianco, convenzionalmente pari a 100. Più alto è l’indice glicemico più rapidamente aumenta la glicemia e maggiore è la scarica di insulina da parte delle cellule beta del pancreas.

La risposta insulinica ad un pasto con elevato indice glicemico è così energica da poter creare, subito dopo, un periodo di relativa ipoglicemia. Questo calo della glicemia può stimolare un ulteriore assunzione di cibo con aumento dell’introduzione calorica globale. Questo fenomeno è stato indicato alla base dell’incremento ponderale in soggetti che consumano pasti a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto di carboidrati, particolarmente se ad alto indice glicemico.

Foster-Powell K, Holt SH, Brand-Miller JC. International table of glycemic index and glycemic load values: 2002. Am J Clin Nutr 2002;76:5-56
Ebbeling CB, Leidig MM, Sinclair KB, Hangen JP, Ludwig DS. A reduced-glycemic load diet in the treatment of adolescent obesity. Arch Pediatr Adolesc Med 2003;157:773-9.

L’elevata insulinemia che consegue ad una dieta con alto indice glicemico favorisce le malattie cardio-vascolari. Ludwig DS. The glycemic index: physiological mechanisms relating to obesity, diabetes, and cardiovascular disease. JAMA 2002;287:2414-23

Sono note ed è auspicabile il ricorso a STRATEGIE per abbassare l’IG in ogni pasto e in particolare quello della cena.

Risposta insulinica e glicemica alla introduzione di alimenti a basso ed alto indice glicemico

Picchi di glicemia e insulinemia stimolano la produzione di grassi nel fegato per immagazzinare lo zucchero in eccesso.

Anche le fasi di calo eccessivo della glicemia, in seguito alla assunzione di un pasto ad alto indice glicemico, ha conseguenze negative per la salute.

Il concetto di indice glicemico (IG) è stato sviluppato nei primi anni 80 dal Dr David J. Jenkins e colleghi dell’Università di Toronto.

In realtà l’indice glicemico può risultare fuorviante perché è un dato unicamente qualitativo e non prende in considerazione l’aspetto quantitativo, pure questo importante.

Per colmare questa lacuna è stato introdotto un altro concetto più completo: il carico glicemico (CG).

Il CG si calcola moltiplicando il valore di IG per quell’alimento per la quantità realmente introdotta dello stesso alimento, dividendo il risultato per 100.

La considerazione del carico glicemico spiega perché alcuni frutti, pur avendo un alto indice glicemico, possono ancora essere accettabili, dal punto di vista della salute, in quanto non determinano picchi glicemici elevati.

Ad esempio cocomero con IG=72 e Melone con IG=65 hanno un basso CG=4.

Inoltre, i succhi di frutta determinano alti picchi glicemici, malgrado abbiano lo stesso IG della frutta di cui sono composti.

Una mela ed un succo di mela hanno lo stesso IG=40. Ma la mela fresca ha un CG=6, mentre il succo di mela ha un CG=12. L’effetto metabolico del succo di mela è pari al doppio di quello della mela!!!
Conoscere e monitorare IG e CG è molto importante, indipendentemente dal tipo di dieta o stile di vita alimentare seguiti.