Iperpermeabilita’ intestinale: il link tra cause e malattie


L’iperpermeabilità intestinale rappresenta Il link tra numerosi fattori, favorenti l’insorgenza delle malattie, e le malattie stesse.

La barriera intestinale separa i contenuto del lume intestinale (ambiente esterno) dal sangue (ambiente interno), col compito di favorire il passaggio di sostanze utili e indispensabili (nutrienti, acqua, minerali, vitamine, etc) impedendo, contemporaneamente, il passaggio di sostanze dannose (tossine, alimenti non digeriti, antigeni microbici, etc.).

Il malfunzionamento della barriera, perciò, può esprimersi su due piani, spesso combnati:

  1. mancato assorbimento di sostanze utili e indispensabili
  2. Passaggio di sostanze dannose

Al mancato assorbimento delle sostanze utili possono far seguito modificazioni della composizione corporea e sindromi carenziali, con conseguenze anche sul piano immunitario (malnutrizione energetica o, peggio, malnutrizione proteico-energetica, deficit di vitamine e Sali minerali).

L’iperpermeabilità intestinale, comportando un esagerato passaggio di antigeni e tossici (sindrome dell’intestino gocciolante, intestino poroso, leaky gut syndrome), sovraccarica il sistema immunitario, il fegato, gli organi, il tessuto connettivo e, infine, le cellule.

Tutte le sostanze tossiche penetrate attraverso l’intestino, tramite la circolazione portale, giungono al fegato. A questo livello le sostanze indesiderate vengono trattate (detossificazione) per essere eliminate, tramite la bile o i reni, senza arrecare danno al corpo.

Se il fegato non è in grado di espletare la sua azione detossificante, perché già compromesso o per un problema di sovraccarico tossico, le tossine, tramite la circolazione raggiungono gli organi, dove vengono, inizialmente, stoccate a livello del tessuto connettivo (matrice extracellulare). Infine, le tossine possono debordare dalla matrice fino ad invadere le cellule, innescando fenomeni degenerativi e neoplastici.

I numerosi antigeni di origine alimentare (macromolecole derivante dagli alimenti non ben digeriti) o  di derivazione microbica ed altre, creano una situazione di iperreattività che si esprime con allergie alimentari, intolleranze alimentari, malattie autoimmuni, malattie neurodegenerative, malattie cardio-vascolari.

Oltre alla tossicità cronica di basso grado, l’iperpermeabilità intestinale può generare una situazione di ‘’infiammazione cronica di basso grado’’, fattore favorente patologie autoimmuni, degenerative e neoplastiche, malattie cardio-vascolari e, per questo, considerata il ‘’killer silenzioso’’.