Curcumina e spirulina proteggono il fegato


Tutte le patologie croniche del fegato possono avere un’evoluzione verso la fibrosi, la cirrosi, l’ipertensione portale, l’insufficienza epatica e la degenerazione neoplastica. Le cause più frequenti sono alcuni virus (HBV, HCV), l’eccesso alcolico, le degenerazione grassa. Tutti questi fattori hanno in comune il danno epatico che comporta l’attivazione di fattori che hanno lo scopo di riparare, attivando molecole segnale che producono un’ampia produzione di collageno ed altre proteine.

Molti studi hanno indicato che la spirulina può essere utile nel trattamento di patologie croniche, grazie alle sue molteplici proprietà antiossidanti, anti infiammatorie, anti tumorali, immunomodulanti, ipolipemizzanti.

Alcune evidenze indicano, anche, la possibilità di arrestare o invertire il processo di fibrogenesi a livello epatico, grazie al suo contenuto in selenio, carotenoidi, fenoli, clorofilla, ficocianine, acido ϒ-linolenico (precursore degli ω-3).

La spirulina, infatti, può interferire col processo di fibrogenesi a vari livelli:

a)Apoptosi dei miofibroblasi

b)Riduzione delle citochine pro infiammatorie

c)Inibizione della fagocitosi da parte delle cellule di Kupffer

d)Contrasto dello stato ossidativo tissutale che attiva le cellule stellate (la ficocianobilina inibisce l’enzima NADPH ossidasi con azione pro ossidante)

Diverse ricerche hanno ormai dimostrato che la curcuma contiene diverse sostanze terapeuticamente efficaci, la più importante delle quali è la curcumina. Alcuni studi hanno evidenziato che la curcumina può arrestare il processo fibrogenico e, talora, invertirlo.

a)La curcumina è antiossidante, ha azione anti infiammatoria cronica, riduce le molecole che possono danneggiare il fegato

b)Induce la morte cellulare programmata delle cellule stellate (apoptosi), che rappresentano il primo evento che porta alla fibrosi

c)La curcumina inibisce i segnali mediati da NFkB, ERK, TGF-β. Si tratta di molecole segnale che, in seguito al danno epatico,  favoriscono la fibrosi.

d)La curcumina ha un forte potere antiossidante. I radicali liberi (ROS e NOS), prodotti in seguito al danno epatico, attivano le cellule stellate, punto di partenza della fibrosi epatica, nel tentativo di riparare il danno.

e)La curcumina inibisce l’infiammazione generata dal danno epatico. L’infiammazione attiva e cellule stellate, con azione fibrogenica.