Spirulina, glicemia e colesterolo


Le proprietà che hanno fruttato alla spirulina gli attributi superfood e smartfood, sono legate alla sua particolare composizione: alimento ricco di clorofilla, di proteine di alto valore biologico, β-carotene, acidi nucleici, acido-ϒ-linolenico (GLA), particolari fitochimici come le ficocianobiline.

Alcuni studi suggeriscono l’impiego nutraceutico della spirulina per correggere le condizioni metaboliche che favoriscono obesità, insulino-resistenza, diabete mellito di tipo 2, aterosclerosi e malattie cardio-vascolari.

In uno studio, in soggetti affetti da diabete di tipo 2, la supplementazione con 2gr al giorno di Spirulina, per due mesi, determinava un significatico calo della glicemia a digiuno, della glicemia post-prandiale e dell’emoglobina glicosilata (HbA1c).  Su fronte dei grassi si otteneva una rioduzione dei trigliceridi e del coelsterolo LDL, con leggero aumento del colesterolo HDL. Di consenguenza si abbassavano indici di rischio come il rapporto Colesterolo totale/colesterolo HDL ed il rapporto Colesterolo LDL/colesterolo HDL. Il miglioramento degli indici di rischio cardio-vascolari era completato con la riduzione della apolipoproteina B (APOB), l’aumento della apolipoporoteina A1 (APOA1) e la riduzione del rapporto APOB/APOA1.

In un altro studio la supplementazione con spirulina determinava la riduzione della concentrazione di colesterolo totale, dolesterolo LDL e trgliceridi, insieme ad un aumento del colesterolo HDL.

La Spirulina può rientrare in un approccio naturale alla sindrome metabolica ed alle sue conseguenze, sul piano vascolare, sul piano dismetabolico, sul piano degenerativo e sul piano neoplastico (movimento, alimentazione corretta, nutraceutica).