iperbilirubinemia: un bene o un male?


L’iperbilirubinemia, entro certi limiti, inibisce il complesso enzimatico NADPH ossidasi che, dando un elettrone all’ossigeno molecolare, forma un radicale libero, definito anione superossido.

Il complesso enzimatico NADPH ossidasi, a seconda del grado di attivazione e della quantità di anione superossido prodotto, si comporta come un’arma a doppio taglio: può avere effetti soltanto benefici (l’anione superossido, a livello dei fagosomi dei macrofagi, uccide batteri e funghi) o anche dannosi (ossidazione e promozione di varie patologie a livello dei tessuti).

La sindrome di Gilbert è una patologia ereditaria benigna del fegato, caratterizzata da iperbilirubinemia.  Si manifesta con subittero (colorazione giallastra della cornea degli occhi).

La vita media di un globulo rosso si aggira intorno ai 120 giorni. I globuli rossi vengono distrutti dai macrofagi del sistema reticolo-endoteliale perché invecchiati o danneggiati. Alla morte dei globuli rossi fa seguito la liberazione dell’emoglobina in essi contenuta. L’emoglobina è formata dall’eme: una porfirina ed una globina (proteina) con al centro un atomo di ferro.

L’eme si divide in emina e globulina. La globina viene scissa negli aminoacidi costituenti, utilizzati per la risintesi di proteine. Il catabolismo dell’eme dipende dall’enzima eme ossigenasi (HO) che da origine a biliverdina e ferro. Il ferro viene riutilizzato per la sintesi di emoglobina.

La biliverdina, per l’azione dell’enzima biliverdina reduttasi, viene convertita in bilirubina.

La bilirubina non è idrosolubile e deve essere resa idrosolubile per poter essere espulsa con la bile ed escreta con l’intestino. La bilirubina non coniugata (non idrosolubile) si lega all’albumina ed è trasportata al fegato, dove viene coniugata con  acido glucuronico (bilirubina coniugata idrosolubile), grazie all’azione dell’enzima uridine diphosphate glucuronyl transferase (UDPGT). La bilirubina, a livello intestinale, è trasformata in urobilina (incolore). Il microbiota la trasformano in stercobilina (colore marrone) che da la tipica colorazione delle feci) e urobilina (gialla) che da la tipica colorazione delle urine.

Sono noti almeno 3 difetti genetici della glicuro-coniugazione, caratterizzati da un incremento dei valori della bilirubina che, in ordine crescente di gravità, sono:

La Sindrome di Gilbert (Bilirubinemia < 4mg/dL)

La Sindrome di Crigler-Najjar I (Bilirubinemia < 20mg/dL)

La Sindrome di Crigler-Najjar II (Bilirubinemia > 20mg/dL, fatale in assenza di trapianto epatico)

Un crescente numero di evidenze indica che la bilirubina è dotata di un significativo potenziale anti ossidante, legato principalmente alla sua capacità di inibre il complesso emzimatico NADPH ossidasi.

L’iperbilirubinemia patologica, derivante dall’insufficienza epatica, è dannosa e non protettiva.

 

 

Gli effetti antiossidanti della bilirubina possono essere replicati dalle ficobiline, sostanze contenute in piante, alghe e cianobatteri. Le ficobiline sono legate ad apoproteine per formare i complessi cromofori come le ficocianine, grazie ai quali i cloroplasti sono capaci di assorbire le radiazioni elettromagnetiche nello spettro della luce visibile.

Le ficobiline più comuni sono 3:

Ficocianobile (blu)

Ficocromobiline (rosse)

Ficoeritrobiline (rosse)

Tutte derivano dalla biliverdina.

Una delle più ricche fonti di ficobiline è una microalga: la spirulina.