Arsenicosi


L’arsenico è un metalloide naturale, uno dei più abbondanti sulla crosta terrestre, entra nella composizione di oltre 245 minerali.

Le forme inorganiche sono tossiche e comprendono, per lo più, arsenite e arsenate. L’esposizione dell’uomo all’arsenico deriva dall’aria, dall’acqua e dal cibo. La contaminazione dell’acqua potabile può avvenire ad opera di pesticidi, depositi naturali, improprio smaltimento di materiale contenente arsenico.

Patologie connesse ad esposizione cronica viene indicate col termine arsenicosi.

Le più note manifestazioni sono quelle cutanee ma possono essere coinvolti la maggior parte degli organi.

I sintomi sono insidiosi, nella fase inziale, e dipendono dalla grandezza dell’esposizione e dalla sua durata.

Non è stato identificato un preciso periodo di tempo che intercorre tra inizio di esposizione e comparsa dei sintomi. Inoltre, non tutti i membri di una famiglia esposta sviluppano sintomi. Non sono ancora noti i fattori che condizionano l’espressione della malattia.

L’OMS ha definito l’arsenicosi come ‘’una condizione cronica che origina da una prolungata ingestione di arsenico, al di sopra della dose di sicurezza, per almeno 6 mesi, solitamente si manifesta con caratteristiche lesioni cutanee di melanosi (iperpigmentazione) e cheratosi, da soli o in combinazione, con o senza coinvolgimento degli organi interni’’.

Le manifestazione cutanee sono quelle più note perché più evidenti e più facili da diagnosticare. Potrebbero, perciò, servire da marker di suscettibilità alle patologie sistemiche, come quelle neoplastiche e cardio-vascolari. Sono rappresentate da: iperpigmentazione (più spesso interessano palmo delle mani e pianta dei piedi), depigmentazione, ipercheratosi, malattia di Bowen.

Altre patologie che fanno parte dell’arsenicosi sono: tumori, patologie cardiovascolari, epatiche, polmonari, ematologiche, deficit immunitari, problemi metabolici, disturbi neurologici, compromissione delle sviluppo, disturbi della riproduzione.