Medicina Personalizzata e trattamento carcinoma della mammella


Dopo la diagnosi di carcinoma della mammella, in uno stadio precoce, è possibile eseguire un test genetico sul materiale prelevato ed inviato all’esame istologico, che studia 21 geni (16 appartenenti al tumore e 5 do riferimento) in grado di stabilire, dopo una elaborazione matematica, il Recurrence Score (RS) per la stima del rischio di recidiva nei 10 anni successivi. In base alla valutazione del rischio si modifica l’approccio terapeutico.

Il tumore della mammella è una malattia eterogenea, caratterizzata da diversi tipi istologici con diversi profili molecolari, cui corrispondono prognosi diverse.

Il profilo molecolare dipende dalla presenza o assenza di alcuni recettori:

Recettore per gli estrogeni (ER+)

Recettore per il progesterone (PR+)

Recettore per l’Human Epidermal Factor Receptor-2 (HER2+)

I risultati dello studio del profilo molecolare sono estremamente utili per valutare una prognosi e guidare l’approccio terapeutico. I recettori positivi sono il bersaglio dei trattamenti: Il tamoxifene per ER e l’Herceptin per HER2.

Se la ricerca di questi recettori è negativa il trattamento medico è basato unicamente sulla chemioterapia.

Recentemente è stata introdotta un’altra opzione diagnostica finalizzata ad una maggiore personalizzazione del trattamento: il test genetico (Oncotype DX).

CONDIZIONI INDISPENSABILI PERCHE’ IL TEST GENETICO Oncotype DX SIA VALIDO:

  • carcinoma mammario in uno stadio precoce (I-II),
  • ER+,
  • HER2-

 

  • Stadio I: lesione ≤ 2cm, senza coinvolgimento linfonodale
  • Stadio II: lesione=2-5cm; coinvolgimento di 1-3 linfonodi. (L’interessamento linfonodale esclude l’utilità dell’Oncotype DX test).

 

L’Oncotype DX, in base ai dati della letteratura scientifica, può evitare l’uso della chemioterapia in 1/3 delle donne affette da carcinoma mammario in fase precoce. Inoltre, può suggerire allo specialista di ricorrere alla chemioterapia in un 5% di casi di in cui, in base ai tradizionali dati immunoistochimici, sembrava non necessaria.

Per dimostrare la validità del RS i ricercatori hanno utilizzato i campioni tumorali di precedenti trials clinici fatti dal National Surgical Adjuvant Breast and Bowel Project (NSABP B14). I risultati del test sono stati correlati con quanto realmente avvenuto a 10 anni di stanza dallo studio. Le conclusioni sono state che il RS correla con la probabilità di reicidiva della malattia entro i 10 anni successivi alla diagnosi. Nel caso di un RS=10 il rischio di recidiva a 10 anni era pari al 7%.

Il rischio di recidiva nelle pazienti affette da carcinoma mammario in fase precoce, entro i 10 anni dalla diagnosi, è stato stratificato in tre sottogruppi in base al valore del RS:

Rischio basso (RS<18); 51% dei campioni esaminati. Tasso di recidiva: 6.8%.

Rischio intermedio (RS=18-30); 22% dei campioni esaminati. Tasso di recidiva: 14.3%.

Rischio alto (RS>30); 27% dei campioni esaminati. Tasso di recidiva: 30.5%.

I Risultati hanno dimostrato che la metà delle donne con carcinoma mammario in fase precoce, ER+, HER2- erano a basso rischio di sviluppare recidive.

Utilizzando i campioni di un altro studio (NSABP B20) i ricercatori hanno dimostrato che il RS poteva suggerire quali pazienti erano più idonee a beneficiare della chemioterapia e quali no.

L’American Society of Clinical Oncology (ASCO) e la National Comprehensive Cancer Network (NCCN) pubblicano linee guida per il trattamento dei vari tipi di tumore. Dal 2007 il pannello del test Oncotype DX è stato aggiunto nelle linee guida per il trattamento del carcinoma della mammella.