Immunità in pillole: le bilance


Le varie sottopopolazioni immunitarie, svolgendo compiti delicatissimi ai fini del salute, con funzioni diverse, devono essere in equilibrio dinamico tra di loro per garantire, contemporaneamente, una efficiente difesa ed il rispetto dei tessuti.

Questo equilibrio è basato su un linguaggio molecolare, rappresentato dai segnali presenti nel microambiente.

Si possono delineare delle delicate bilance:

Th1/Th2

Th17/Treg

dal cui armonioso funzionamento dipendono il nostro stato di benessere, la nostra salute e la nostra longevità, essendo il nostro sistema immunitario intimamente interconnesso con la nostra psiche, il nostro sistema nervoso e il nostro sistema ormonale. 

Se un linfocita Tnaive viene attivato in seguito all’interazione con l’antigene di tipo intracellulare, la cellula presentante l’antigene (APC) rilascia IL-12 nel microambiente che induce la differenziazione del Tnaive in Th1. Il Th1 rilascia IFNγ che stimola i macrofagi a distruggere l’antigene intracellulare. L’IFNγ, inoltre, inibisce la differenziazione dei Tnaive in senso Th2 (la polarità opposta).

Se un linfocita Tnaive interagisce con un antigene extracellulare e nel microambiente prevale l’IL4 il suo destino è diverso, si differenzia in Th2 e rilascia IL4, IL5, IL10, IL13 ma non IFNγ. Gli effettori dell’immunità innata sono rappresentati, in questo caso, da eosinofili (IL5), basofili e mastcellule. L’IL4 inibisce la differenziazione dei Tnaive in Th1.

Perciò alcuni segnali inducono la differenziazione verso una determinata sottopopolazione linfocitaria. Esiste, inoltre, un’azione di rinforzo legata alle molecole prodotte dalle stesse cellule, che bloccano la differenziazione in senso opposto.

La differenziazione delle due sottopopolazioni linfocitarie dipende, comunque, da fattori di trascrizione ‘’master’’ che sono rappresentati da:

Tbet per i Th1

GATA3 per i Th2

Questi fattori di trascrizione, oltre a indurre l’espressione delle rispettive citochine, inibiscono la differenziazione delle linee alternative.

 

I Treg originano in parte dal Timo (nTreg) e, in parte, in periferia dai Tnaive (iTreg).

La caratteristica fondamentale dei Treg, per poter agre come immunoregolatore, è la continua espressione del fattore Foxp3. Il TGFβ induce l’espressione del fattore Foxp3. Il fattore di trascrizione STAT5, attivato dall’IL2, è importante per la differenziazione e lo sviluppo dei Treg.

La differenziazione in senso Th17 è più fine, più complessa e differisce tra topo e uomo. Il TGFβ, in presenza di citochine pro infiammatorie nel microambiente (IL6 e IL21 nel topo; IL1 e Il21 nell’uomo) favorisce la differenziazione in senso Th17 ma non è indispensabile.  Indispensabili alla differenziazione in senso Th17 sono IL6 e Il21 nel topo e Il1 e Il21 nell’uomo. L’IL21 è importante per l’espansione dei Th17, mentre l’IL23 è necessaria per il mantenimento.

I Th17 producono varie citochine:

Il17A

IL17F

Il21

IL22

IL23R Il recettore per l’IL23.

Perciò l’azione del TGFβ, utile in tempi di pace per sostenere i Treg, si inverte in caso di prevalenza, nel microambiente, di citochine pro infiammatorie (IL6, IL1, IL21, IL23).