Medicina Personalizzata


 

 

 

Il concetto di Medicina Personalizzata risale ad Ippocrate di Kos. La personalizzazione dei trattamenti oggi si avvale dell’integrazione delle nuove e diverse conoscenze e tecnologie che hanno portato ad un notevole arricchimento di dati disponibili e raggruppabili col suffisso omica (genomica, epigenomica, proteomica, metabolomica, etc.).

 

 

 

 

 

 

La Medicina Personalizzata riconosce che individui diversi, con la stessa patologia, possono reagire in modo diverso allo stesso tipo di trattamento.

 

 

 

 

 

 

Il 99% del DNA è identico in tutti gli uomini; l’1% contiene milioni di piccole variazioni che producono versioni leggermente diverse di una proteina (ad esempio un enzima) ed è responsabile della nostra diversità, anzi fa si che ognuno di noi sia un soggetto unico. Queste variazioni della trascrittomica e della proteomica, in combinazione con fattori ambientali, è responsabile del fenotipo che rende una persona unica, con risposte soggettive verso i fattori patogeni esterni ed interni e verso i farmaci.

 

La nostra unicità, legata alle interazioni tra informazioni genetiche ed ambiente (genomica ed epigenomica), si esprime con propri tratti di personalità, un modo del tutto personale di ammalarsi, un  modo del tutto personale di reagire ai trattamenti. La Medicina Personalizzata si prefigge l’obiettivo di rendere le terapie più centrate sulla persona, per aumentarne l’efficacia e ridurre gli effetti collaterali. E’ fondamentale la connessione tra profilo molecolare e profilo clinico.

Alcun soggetti traggono beneficio, con minori effetti collaterali, da un farmaco piuttosto che da un altro. Ognuno ha il suo antidolorifico preferito, selezionato dopo averne provati diversi altri. Questo è un classico esempio di Medicina Personalizzata empirica: la giusta dose, del giusto farmaco, per il giusto paziente al tempo giusto è il mantra della Medicina Personalizzata.