Sarcopenia (perdita di muscolo, forza e prestazione). Come si fa la diagnosi?


Sarcopenia (perdita di muscolo, forza e prestazione). Come si fa la diagnosi?

 

 

E’ possibile studiare la sarcopenia con strumenti pratici (abituali nella clinica) e complessi (riservati alla ricerca). Costi, disponibilità e facilità d’uso ne condizionano l’uso preferenziale in clinica o riservato alla ricerca. Vengono studiati parametri quantitativi (massa muscolare) e qualitativi (forza e prestazione).

Gli obiettivi principali sono l’accuratezza e la ripetibilità delle valutazioni (per poter effettuare delle comparazioni)

Per lo studio della massa muscolare sono state usate tre tecniche per immagini:

TC

MR

DXA

I gold standards per la ricerca sono TC e RM.

Costi elevati, accesso limitato alle apparecchiature e problemi di esposizione ne limitano l’uso alla ricerca.

La DXA occupa una posizione intermedia in quanto è versatile per la distinzione tra massa gassa, massa magra e massa ossea e il problema esposizione è limitato. Non essendo uno strumento portatile, il suo uso è precluso negli studi epidemiologici su larga scala.

Lo European Working Group on Sarcopenia in Older People (EWGSOP) considera la bioimpedenziometria (BIA) una “buona alternativa portatile” alle tecniche diagnostiche di immagine nella valutazione della composizione corporea.

 

 

 

La BIA consente di stimare la massa grassa corporea e la massa priva di grassi.

I vantaggi sono facile utilizzoecosti non elevati. Si basa sulla applicazione di una corrente elettrica alternata, di bassa intensità, per determinare due componenti di impedenza corporea definite resistenza (R) e reattanza (Xc).

L’assunto elettrofisiologico è che la resistenza (per unità di volume) correla negativamente con la quantità di fluidi corporei (acqua corporea e massa magra), attraverso i quali passa lacorrente elettrica, mentre la reattanza correla positivamente con la massa cellulare corporea, grazie alla conducibilità bioelettrica delle membrane cellulari.

L’approccio convenzionale usa equazioni di regressione che prendono in considerazione diverse variabili attraverso cui si ottiene una stima dell’acqua corporea totale e della massa magra.

L’efficacia predittiva delle equazioni di regressione, tuttavia, è influenzata significativamente dall’età, dal sesso, dall’etnia, dallo stato di salute, e dal metodo di validazione.

Anche l’utilizzo di equazioni età-specifiche può portare a sostanziali errori di stima dovuti principalmente al variabile livello di idratazione del corpo tra gli individui.

Inoltre, gli anziani mostrano una grande variabilità individuale nella densità della massa minerale e nel contenuto proteico della FFM.

Per questi motivi la tecnica è stata scoraggiata per la valutazione della sarcopenia.

L’analisi vettoriale (BIVA); è un approccio alternativo potenzialmente più accurato della BIA.

Non utilizza modelli di regressione, ma è basato sull’analisi diretta della resistenza e della reattanza normalizzate per l’altezza.

Attraverso il confronto con valori di riferimento standard (consente l’analisi semi-quantitativa della massa corporea cellulare ed è valida nello stimare lo stato nutrizionale.

Esistono i valori di riferimento standard per la popolazione.

La BIVA standardizza le variabili bioelettriche per l’altezza, così da evitare, in accordo con la legge di Ohm, l’influenza della lunghezza del conduttore. Tuttavia, secondo la legge di Ohm,

la resistenza (R) è sia direttamente proporzionale alla lunghezza (L) del conduttore, sia inversamente proporzionale alla sua sezione trasversa (A).

Anche la BIVA presenta tuttavia possibili limiti, dovuti alla probabile influenza che la sezione trasversa del corpo ha sui risultati.

Il muscolo scheletrico contiene oltre il 50% del K totale del corpo

Lo studio del K totale (TBK) è il classico metodo per valutare la massa muscolare

Il K parziale del braccio è una valida alternativa.

Il K parziale del braccio (PBK) è sicuro e non costoso.

 

Nel soggetto anziano la potenza (lavoro per unità di tempo) è compromesso in misura maggiore rispetto alla forza.

Entrambi i parametri sono importante ma la potenza ha un valore predittivo maggiore nello studio di certe attività funzionali.

 

In soggetti senza problemi respiratori il PEF (peak expiratory flow), misurabile con spirometria, è determinato dalla forza dei muscoli respiratori ed ha un valore prognostico.

 

 

 

 

 

European Working Group on Sarcopenia in Older People (EWGSOP)