Quante proteine alimentari? L’arma a doppio taglio. PARTE 5: guida alla prescrizione.


Quante proteine alimentari? L’arma a doppio taglio. PARTE 5: guida alla prescrizione.

 

Numerosi studi hanno dimostrato che la R.C., in assenza di malnutrizione, allunga l’aspettativa di vita in numerose specie (muffe, vermi, insetti, roditori). Dagli studi effettuati sull’uomo emergono, però, quadri più complessi. Non è tanto la restrizione calorica ad allungare l’aspettativa di vita ma la restrizione proteica. Approfondendo la fonte di proteine implicate, è stato evidenziato che è soprattutto la restrizione delle proteine animali ad allungare l’aspettativa di vita. La restrizione delle proteine vegetali è, invece, meno efficace in tal senso.

L’introito di proteine animali con gli alimenti correla col livello di IGF1 (fattore di crescita insulino-simile) nel sangue. Alti livelli di IGF1 favoriscono l’insorgenza di tumori stimolando la proliferazione cellulare e inibendo l’apoptosi (morte cellulare programmata), due comportamenti implicati nella genesi dei tumori.

Inoltre, un aumento delle patologie croniche e della mortalità è associato non soltanto ad alti livelli di IGF1 ma anche a bassi livelli. E’ stato individuato un range di sicurezza dei livelli di IGF1 (100-150 ng/ml), con valore protettivo.

Infine l’azione dell’IGF1 si inverte ad un certo momento della vita, fissato statisticamente dalle ricerche intorno ai 65 anni. Dopo i 65 anni alti livelli di IGF1, prima deleteri, diventano protettivi.

Data l’importanza di questi fattori (introito proteine animali e IGF1) ed il loro complesso contributo al benessere, alla salute ed alla longevità, è opportuno conoscere con una certa precisione il momento soggettivo in cui questo punto di rottura avviene nel corpo, ai fini di un approccio personalizzato a scopi preventivi e curativi.

Peso corporeo, indice di massa corporea, tecniche antropometriche, Bioimpedenziomateria, test di forza e prestazione possono essere tutti utili. Vedi: Sarcopenia (perdita di muscolo, forza e prestazione). Come si fa la diagnosi?

La composizione corporea, in età senile, dipende da diversi fattori, tra cui l’alimentazione. La BIA (bioimpedenziometria) è un esame bioelettrico in grado di fornire delle stime della composizione corporea per quel che riguarda lo stato nutrizionale e l’idratazione.

Un apporto nutrizionale, alterato in eccesso o in difetto da cui dipende in gran parte la composizione corporea, è definito malnutrizione ed è un fattore di rischio per aumento di fragilità, disabilità e mortalità nell’anziano.

A partire dai 60 anni la naturale tendenza all’aumento di peso dei soggetti adulti può cominciare ad invertire e, peso corporeo e BMI, tendono a ridursi. I due parametri peso e BMI, però, sono assolutamente aspecifici, non fornendo alcun indizio sul relativo contributo di massa grassa e massa magra.

Infatti, il maggiore contributo alla perdita di peso è dato dalla massa magra, soprattutto massa muscolare ma anche massa ossea. Perciò l’anziano perde peso soprattutto perché perde massa muscolare.

In realtà la perdita di massa muscolare inizia già dopo i 40 anni, con una velocità pari all’8% ogni dieci anni fino agli 80 anni. Dopo gli 80 anni la perdita di massa muscolare può arrivare fino al 15%ogni 10 anni.

La perdita di massa muscolare si accompagna a riduzione della circonferenza delle zone in cui le masse muscolari sono maggiormente rappresentate: avambraccio e polpaccio. Le circonferenze delle a livello degli arti, in cui le masse muscolari sono maggiormente rappresentate, può ridursi fino al 40% dai 30 a i 60 anni.

La forza a livello delle gambe può ridursi dal 10 al 15% ogni dieci anni fino ai 70 anni. Dopo i 70 anni può ridursi dal 25% al 40%.

La perdita di massa muscolare e la riduzione della forza concorrono alla genesi della condizione nota come “sarcopenia”.

La sarcopenia è un fattore di rischio per cadute accidentali, fratture, ospedalizzazione, disabilità, mortalità.

La forza muscolare può essere misurata mediante:

-Hand Grip Strenght (HGS) per gli arti superiori

-Short Physical Performance Battery (SPFB)

Un soggetto può essere sarcopenico nonostante un peso stabile.   

Anche la quantità di proteine corporee si riduce con l’avanzare dell’età, con una accelerazione dopo i 65 anni. Si riduce, inoltre, il K corporeo totale.

Altre modificazioni della composizione corporea legate all’età sono la riduzione dell’acqua corporea totale, l’aumento dell’acqua exracellulare e l’aumento ella massa grassa.

Aumentano il grasso viscerale (grasso che circonda gli organi addominali ed il cuore) e quello intramuscolare. Si riduce il grasso sottocutaneo.

 

LA BUSSOLA

La BIVA (bioimpedenziometria con analisi vettoriale) consente, con un colpo d’occhio, di collocare il soggetto in una posizione che rispecchia il suo stato nutrizionale e la sua idratazione. E,’ perciò, uno strumento molto utile perché, oltre ad offrire un’istantanea della situazione di quell’individuo, consente, attraverso esami successivi, di valutare l’efficacia degli interventi (tipo di alimentazione, attività motoria) messi in atto per contrastare gli effetti sul corpo dell’avanzare degli anni.

Alimentazione e attività motoria possono essere graduati in base alla situazione iniziale ed alla risposta.