Il paradosso della nostra dieta: il vuoto dietro l’eccesso. Parte 1: il Selenio.


Il valore degli alimenti integrali è incalcolabile. L’importanza di alimenti vegetali e cereali integrali nella nostra alimentazione viene spesso fatta coincidere con la presenza delle fibre, note per la loro capacità di migliorare il transito intestinale. Si tratta di una visione riduttiva che non tiene conto di tanti altri benefici. Il contenuto in vitamine, minerali, antiossidanti, fitochimici e la capacità di abbassare l’indice glicemico del pasto sono alcuni esempi della loro straordinaria capacità di promuovere la salute. La raffinazione e la processazione degli alimenti compromette le loro proprietà.

 

 

I chicchi integrali rappresentano uno scudo per la nostra salute.

Rimuovere il rivestimento esterno del chicco corrisponde ad abbassare lo scudo.

 

 

E’ paradossale che l’alimentazione eccessiva, tipica del mondo occidentale, sia in realtà un’alimentazione carente per molti aspetti.

Il consumo di cereali raffinati comporta la perdita, oltre che di tante altre sostanze benefiche per la salute, di selenio.

Il grano integrale è una delle migliori fonti si selenio. E’ noto da tempo che l’incidenza di tumori è più bassa nelle aree geografiche il cui suolo è più ricco di selenio. Diversi studi hanno dimostrato le proprietà anti tumorali del selenio.

Il deficit di selenio favorisce l’ipotiroidismo. Il selenio è necessario per la trasformazione del T4 T3. 

 

Le cellule follicolari della tiroide producono entrambi gli ormoni tiroidei: T4 e T3. La quantità di T3 presente nel sangue dipende, oltre che dalla produzione tiroidea, anche dalla trasformazione di T4 in T3 a livello dei tessuti periferici (85%), ad opera dell’enzima deiodasi. Questa reazione richiede selenio.

 

 

Un deficit di selenio può favorire sovrappeso e obesità attraverso un rallentamento della funzione tiroidea.

Metalli pesanti come piombo e mercurio possono essere legati dal selenio e resi meno dannosi.

Un’adeguata quantità di selenio ha azione antivirale nei confronti di virus come quello dell’HIV.

Alcuni studi hanno correlato il deficit di selenio con invecchiamento precoce, cardiopatie, sclerosi multipla e artriti.