Quante proteine alimentari? L’arma a doppio taglio. PARTE 4: le proteine e l’età.


Uno studio durato 18 anni, che ha visto coinvolti anche ricercatori italiani, ha evidenziato una risposta bivalente dei pazienti ad una dieta a basso contenuto proteico (<10%).

 

Nella fascia di età compresa tra 50 e 65 anni aveva un valore protettivo nei confronti della mortalità per tumori, malattie cardio-vascolari e diabete. Tra i 50 e i 65 anni di età, un introito proteico moderato (M: 19-20%), comportava un’incidenza di tumori 3 volte maggiore; un introito proteico elevato (H: > del 20%), comportava un’incidenza di tumore 4 volte maggiore. Queste associazioni erano abolite o attenuate se la fonte principale di proteine era di tipo vegetale.

 Il basso introito proteico da fattore protettivo si trasformava in fattore di rischio nei confronti della mortalità per tumori e malattie cardio-vascolari, pur conservando capacità protettive nei confronti della mortalità per diabete, nei soggetti al di sopra dei 65 anni.

 

Ad una certa età si verificano nel corpo dei cambiamenti che, compromettendo lo stato nutrizionale del soggetto, possono favorire l’insorgenza delle caratteristiche patologie correlate all’età, aumentando anche la mortalità. Poiché a questo punto si inverte il valore dell’introito proteico, sarebbe importante cogliere per tempo questo passaggio ed intervenire tempestivamente con efficaci strumenti di correzione.

 

La sintesi di IGF1 va sostenuta, con un adeguato introito proteico, per evitare bassi livelli di IGF1 e i suoi effetti deleteri ma, contemporaneamente, va evitato il raggiungimento di livelli elevati che favoriscono le malattie ed accorciano l’aspettativa di vita.

 

 

 

Uno studio effettuato sulla popolazione americana ha stabilito il rapporto esistente tra introito proteico e livelli di IGF1.

 

 

 

 

Lo studio EPIC (European Prospective Investigation Into Cancer and Nutrition) ha riportato i valori medi riscontrati negli adulti nel mondo occidentale.   

Altri studi (USA, Brasile, etc.) evidenziano livelli più elevati.