Quante proteine alimentari? L’arma a doppio taglio. PARTE 2: Che cos’è il sistema GH-IGF1?


Il GH o ormone dell’accrescimento è prodotto dal lobo anteriore dell’ipofisi, una ghiandola situata alla base del cranio, nel cervello. Ha la funzione di promuovere l’accrescimento. La sua produzione è regolata da un’altra ghiandola adiacente alla prima, l’ipotalamo, con duplice azione: stimolante (GHRH) e inibente (somotostatina).

 

La secrezione di GH segue un ritmo circadiano (fluttua regolarmente durante il giorno), con un picco durante la notte (intorno alle 3).

 

 

Il picco notturno di GH è un fenomeno fisiologico necessario all’accrescimento ed al mantenimento delle funzioni anaboliche notturne (durante la notte il corpo ricostruisce quello che demolito durante il giorno). 

 

 

 

Il GH è uno di quegli ormoni la cui produzione declina in modo significativo con l’età.

 

 

 

 

 

Determina lipolisi (scioglie i grassi), iperglicemia (gluconeogenesi: produzione di glucosio nel fegato) aumenta la sintesi proteica, antagonizza l’azione dell’insulina. Molti degli effetti anabolici e proliferativi del GH sono mediati dall’IGF-1 o somatomedina C, prodotta principalmente dal fegato (anche dai condroblasti differenziati ed altri tessuti periferici), per effetto della stimolazione da parte del GH. La maggior parte dell’IGF-1 circola legato a proteine; la forma attiva di IGF-1 è quella libera. Mentre il GH favorisce l’insulino-resistenza, l’IGF-I protegge dall’intolleranza glicidica e dal diabete.

L’IGF-1 ha azione protettiva sulle cellule nervose ed è spesso carente nelle malattie neuro-degenerative. L’uso di IGF-1 stimola le connessioni neuronali, inibisce la perdita di neuroni, preserva la memoria ed ha azione benefica nei pazienti affetti da SLA. 

L’IGF-1 stimola anche la crescita tumorale e le cellule cancerogene rispondono alla sua azione in maniera più intensa rispetto alle cellule normali per una maggiore presenza di recettori.

L’asse GH-IGF1 è associato con una ridotta aspettativa di vita nella maggior parte degli animali nei quali è stato studiato. Gli studi nell’uomo, tuttavia, hanno rivelato un quadro più complesso.

L’IGF1 presenta un declino con l’età parallelo a quello del GH.

Le più importanti cause in grado di limitare l’aspettativa di vita, nel mondo occidentale, sono le morti per malattie cardio-vascolari e per tumori. I livelli di IGF1 sono in grado di influenzare entrambe le cause di morte.

Persone con bassi livelli di IGF1 tendono ad essere obese e diabetiche, a sviluppare insulino-resistenza, ad essere affette da malattie cardio-vascolari ma, in compenso, tendono ad essere meno affette da tumori.