MENOPAUSA: controllo dei sintomi vasomotori (caldane e sudorazione)


La termoregolazione è la capacità dell’organismo di mantenere la T°C entro un certo livello prestabilito (zona termoneutra), nonostante le variazioni della temperatura ambientale. Questa funzione dipende da un vero e proprio termostato, localizzato a livello del centro di termoregolatore ipotalamico. Il centro termoregolatore presenta due soglie per la T°C, oltre le quale si attivano i meccanismi di aggiustamento. Se la T°C sale oltre la soglia superiore si attivano i meccanismi della termodispersione (sudorazione e vasodilatazione); se la T°C scende sotto la soglia inferiore, si attivano i meccanismi della termogenesi (vasocostrizione per ridurre le perdite, aumento del tono muscolare o brividi per aumentare la produzione). I limiti della zona termoneutra variano nel corso della giornata.

Le caldane e le crisi di sudorazione, che tanto tormentano la maggior parte delle donne nel periodo della menopausa, riconoscono un meccanismo opposto a quello delle febbre. La febbre è innescata quando le cellule infiammatorie liberano una sostanza chiamata pirogeno endogeno. Il pirogeno endogeno non fa altro che resettare il termostato del centro termoregolatore del corpo che si trova a livello ipotalamico, ad un livello più alto. I meccanismi capaci di produrre calore endogeno si attivano per portare la temperatura a livello stabilito dal termostato.

Il termostato registra la T°C, con grande precisione (0.01°C), rilevandola a livello del flusso sanguigno. Inoltre riceve informazioni termiche anche dai termocettori presenti sulla cute e negli organi interni.  In base al punto settato nel termostato ed alla temperatura rilevata, i neuroni che formano il centro termoregolatore inviano impulsi a diversi organi effettori per aggiustare la temperatura, secondo quanto è segnato a livello del termostato. Possono essere attivati meccanismi di termodispersione, di termogenesi o nessun meccanismo, a seconda dei casi.

Esistono una soglia della termodispersione, superata la quale si attivano i meccansimi della termodispersione (vasoldilatazione e sudorazione) ed una soglia delle termogenesi, oltre la quale si attivano i meccansimi della termogenesi (vasocostrione e brividi).  La zona tra le due soglie è definita zona termoneutra. Il calo degli estrogeni è responsabile di un aumento del neuromediatore noradrenalina a livello ipotalamico con conseguente restringimento della zona termoneutra (da circa 0.4° a circa 0). Gli estrogeni sostengono anche la sintesi di endorfine e serotonina. Il loro calo determina un calo di questi due neurmediatori che, a loro volta, fanno venire meno la loro azione di freno sulla noradrenalina. Anche l’ipertono del sistema nervoso simpatico stimola la liberazione di noradrenalina. Questo sistema è intercalato nelle vie dello stress, rappresentando una delle due braccia. 

 

E’ soprattutto il brusco crollo degli estrogeni a scatenare i sintomi vasomotori e non tanto il basso livello degli estrogeni circolanti. Donne affette da malformazioni genitali che si accompagnano a bassi livelli di estrogeni sin dalla nascita non lamentano sintomi vasomotori. Se, invece, sono sottoposte a terapie sostitutive estrogeniche per diversi mesi e poi, bruscamente, le interrompono soffrono di disturbi vasomotori. Anche l’asportazione delle ovaia, prima della menopausa, comporta la comparsa di sintomi vasomotori, per il brusco crollo degli estrogeni.

Poiché la disfunzione del termostato ipotalamico ed i sintomi vasomotori della menopausa dipendono da uno sbilanciamento delle vie adrenergiche e serotoninergiche, dovute al calo degli estrogeni, il loro controllo può giovarsi di:

  1. Terapia sostitutiva con estrogeni o estrogeni e progesterone di sintesi. E’ il trattamento più efficace, risolutivo in un elevato numero di casi. Controindicata in donne con una storia di carcinoma mammario o ad alto rischio per lo sviluppo della neoplasia. Donne a rischio tromboembolico.
  2. Sostegno delle endorfine (endorfina low dose: 4CH, attività fisica, etc.)
  3. Sostegno della serotonina (serotonina low dose: 4CH, nutrizione, fitoterapia, etc.)
  4. Riequilibrare il tono ortosimpatico (gestione dello stress, attività motoria, yoga, esercizi respirazione, etc.).