Ridurre il PRAL è prioritario nell’osteoporosi


La dieta dei nostri antenati aveva un PRAL nettamente più basso del nostro. La nostra alimentazione, quindi, è troppo acidificante. Poiché il PH del sangue è un parametro vitale, va assolutamente mantenuto entro certi limiti (circa 7.4). Dopo un prolungato periodo di tempo (decenni), le misure metaboliche necessarie per compensare una dieta persistentemente acidificante ha effetti deleteri:

-perdite urinarie di calcio (per bilanciare la perdita di valenze acide come l’H+),

-accelerazione della demineralizzazione ossea,

-calcolosi delle vie urinarie,

-perdita della massa muscolare con l’età,

-progressivo deterioramento della funzionalità renale.

Molti fattori tendono a squilibrare il sistema acido-base ed il PH: stress, alcool, sport intenso, fumo, sedentarietà, disidratazione, prolungato uso di farmaci e una dieta troppo acidificante ma il PH è un parametro vitale per cui il suo valore va mantenuto entro certi limiti. Se i fattori che tendono ad alterare il PH sono persistenti nel tempo viene intaccata la struttura dell’osso che rapresenta una vera e propria banca di sistemi tampone, grazie all’alto contenuto in fosfati e bicarbonati. Purtroppo  fosfati e bicarbonati hanno funzione strutturale e la loro perdita porta a demineralizzazione e fragilità ossea, perdita di calcio con le urine. In una situazione simile, la terapia dell’osteopenia-osteoporosi deve prevedere il contrasto dei fattori di squilibrio ed il ripristino del PH, piuttosto che la supplementazione del calcio che, data la mobilizzazione ossea, può anche aumentare nel sangue e depositarsi in tessuti non ossei.