Composizione corporea e salute della donna


L’evoluzione ha consentito di selezionare strategie vincenti che hanno garantito milioni di anni di sopravvivenza. Il presupposto fondamentale, per la sopravvivenza di una specie di vita sulla Terra, è la capacità di adattarsi ai cambiamenti, interni ed esterni, mediante risposte del corpo finalizzate a mantenere, entro certi limiti, le variazioni dei parametri vitali (omeostasi o, meglio, oemodinamica).

Tutte le situazioni di stress o di pericolo sono percepite da specifici sensori e trasmesse al cervello. 

Esiste una fitta rete di connessioni che collega il cervello agli organi in generale e, in particolare, a quelli che formano il sistema neuro-vegetativo, il sistema endocrino ed il sistema immunitario.

Gli elementi chiave di questo articolato sistema di regolazione sono:

Ipotalamo

Ipofisi

Organi che formano il sistema vegetativo e riproduttivo

Organi che formano il sistema endocrino

Il linguaggio con cui cellule, organi e sistemi comunicano tra di loro di tipo non verbale a molecolare, basato cioè sulla liberazione, trasmissione e ricezione delle cosiddette molecole segnale che, pertanto, fanno parte integrante del sistema d regolazione.

Il sistema si può sbilanciare se i fattori perturbanti e stressanti sono persistenti o troppo aggressivi. In tal caso il corpo, non in grado di percepire il linguaggio molecolare, non verbale, può essere informato dalla comparsa di segni, sintomi e malattie. Nasce così un nuovo paradigma che supera la semplicistica visione di segni, sintomi e malattie come dei ‘’malfunzionamenti del corpo’’, inserendoli in un orizzonte molto più ampio do opportunità che consente di prendere coscienza delle risposte messe in atto dal nostro sistema di regolazione, chiamato a far fronte agli elementi perturbanti. Infatti, un’alterazione che nasce sul piano sensoriale o su quello psico-emotivo, col tempo, può sfociare in un disturbo funzionale, suscettibile di strutturarsi, successivamente, in una lesione organica.

 

 

La composizione corporea non ha soltanto un valore estetico. Soprattutto nella donna, la composizione corporea e i disturbi de comportamento alimentare ad essa connessi, sono molto importanti nel condizionare fisiologia a patologie.

E’ noto che i DCA (disturbi del comportamento alimentare) determinano alterazioni de ciclo mestruale e possono compromettere la funzione riproduttiva.

La grelina è l’ormone che stimola il senso di appetito, la leptina regola il senso di sazietà.

Il tessuto adiposo è il principale produttore della leptina, quindi l’aumento della massa grassa causa l’aumento della produzione di leptina, comunicando al centro della fame dell’ipotalamo che i depositi di grasso sono sufficienti. Quindi la leptina ha un’azione anoressigenica perché inibisce la crescita del tessuto adiposo tramite la diminuzione dell’appetito e della lipogenesi e l’aumento della spesa energetica e della lipolisi. Così la leptina circolante informa il cervello sulle riserve di energia sotto forma di grasso e quindi regola l’appetito ed il metabolismo.

La leptina ha un ruolo importante nella riproduzione e nella fertilità. La carenza di leptina, prima della pubertà, può determinare ritardo dello sviluppo riproduttivo. Dopo la pubertà la leptina è essenziale per il mantenimento del ciclo mestruale e la sua carenza, come succede nell’anoressia nervosa, a causa della perdita di massa grassa (la leptina è prodotta dal tessuto adiposo che scarseggia nell’anoressica), si accompagna ad amenorrea.

 

 

Nell’anoressia la ripresa della nutrizione non è seguita da una immediata ricomparsa del ciclo mestruale, perché questo non è il semplice effetto del deficit nutrizionale ma di una complessa serie di funzioni, tra cui l’asse dello stress.

Nelle giovani anoressiche si ha un sovvertimento dell’asse HPG, con assetto di tipo pre puberale, in cui si ha la perdita della secrezione pulsatile della GnRH e delle gonadotropine (FSH-LH), modulati in senso inibitorio dalla dopamina e dalle endorfine. 

 

 

  • Il CRH, attivato nell’ambito dell’asse dello stress, attivando gli oppioidi, deprime il GnRH

  • Solitamente si assiste all’alternanza di episodi di bulimia ed ipo-anoressia.
  • La diminuizione della leptina (tipica delle fasi di anoressia) si associa ad aumento del neuropetide Y che stimola la fame e può innescare episodi bulimici

La produzione di estrogeni, in età fertile, avviene soprattutto a livello delle ovaia. Dopo la menopausa avviene prevalentemente a livello del grasso coporeo.

 

A livello del tessuto adiposo avviene, nel post menopausa, la produzione della maggior parte di estrogeni, a partire dal testosterone, mediante un processo di aromatizzazione che dipende dall’enzima aromatasi.

L’Insulina è un ormone prodotto dal pancreas con la funzione di ridurre la glicemia.  

I principali organi bersaglio sono:

Fegato (favorisce la sintesi di glicogeno e trigliceridi)

Muscolo (favorisce la captazione di aminoacidi e glucosio e la sintesi di proteine e gliconegno)

Tessuto adiposo (Favorisce l’accumulo di trigliceridi e inibisce la glicolisi)

Agisce legandosi al reteccetore di superficie della membrana cellulare, la cui modifcazione avvia i secondi messageri.

Si parla di Insulino-resistenza quando si riduce la capacità dell’insulina di controllare la glicemia, per cui è necessario una maggiore quantità dell’ormone per ottenere il medesimo risultato.

Ovvia conseguenza dell’insulino-resistenza è, perciò, l’iperinsulinismo che, in uno stadio più avanzato, si accompagnerà ad intolleranza glicidica o diabete.

Il principale meccanismo alla base dell’Insulino-resistenza è la riduzione del numero di recettori di superficie della membrana delle cellule bersaglio, per ridotta sintesi, demolizione o internalizzazione.

I geni della resistenza insulinica si sarebbero selezionati nei nostri antenati per consentire la sopravvivenza in periodi di carestia. I geni risparmiatori si attivano per favorire la massima estrazione di energia da un alimento.

 

Oggi questi geni, nei paesi occidentali caratterizzati dall’abbondanza alimentare, rappresentano oggi una grave minaccia per la salute pubblica, in quanto favoriscono diabete e obesità (thrifty phenotipy).  

L’Insulino-resistenza viene misurata ricorrendo all’indice HOMA (Homeostasi Model assessment) basato su dim un modello omeostatico matematico che considera le concentrazioni sieriche di Insulina e Glucosio a digiuno.

Con una sensibilità pari all’85% ed una specificità del 50%: l’indice è appropriato per gli studi epidemiologici.

La BIVA (Bioelectrical Impedance Vectorial Analysis) è una metodica di misurazione rapida, affidabile, ripetitiva, quali-quantitativa della composizione corporea. Fornisce dati riguardo alla struttura corporea suddivisa in 3 compartimenti (tricompartimentale):

  1. FM (massa corporea grassa)
  2. FFM (massa corporea non grassa: massa magra)
  • ECM (massa corporea extracellulare)
  • BCM (massa corporea cellulare)

 

La metodica BIA classica prevede la manipolazione matematica dei dati rilevati (Impedenza: reistenza e reattanza).

Rispetto alla BIA clasica l’analisi vettoriale della BIVA è basata sulla rappresentazione grafica dei parametri misurati con la bioimpedenza (resistenza e reattanza), normalizzati per l’altezza. Si ottengono così il nomogramma BIAVECTOR ed il nomgramma BIAGRAM. Ciò consente una valutazione dello stato nutrizionale e dello stato di idratazione del soggetto, indipendente dal peso e senza la necessità di calcoli matematici.

La BIVA non fornisce i valori numerici della BIA, con la quale va integrata, tuttavia è più precisa, dal punto di vista qualitativo, in quanto consente di collocare, immediatamente, il soggetto in una posizione in base a dati statici.