Medicina Fisiologica di Regolazione, Low Dose Medicine e Nanofarmacologia


La medicina classica si basa, in gran parte, sull’uso di molecole molto potenti in grado di bloccare i processi patologici (antibiotici, antiipertensivi, antidolorifici, antiinfiammatori, antipiretici, etc.). Queste molecole inibiscono il meccanismo che ha generato la patologia o il sintomo ma, nella maggior parte dei casi, non sono abbastanza selettivi da impedire che si abbiano ripercussioni sugli stessi meccanismi, in tutto il corpo. Ciò perché, quelli che noi chiamiamo malattie o sintomi, altro non sono che la reazione del nostro corpo difronte alla noxa patogena. Bloccare l’infiammazione, ad esempio, significa interferire con gli stessi meccanismi, fisiologici, laddove non sia richiesto.

Grazie alla sua straordinaria efficacia la medicina degli anti è estremamente utile nei casi acuti, in cui il blocco, l’inibizione, la soppressione di un meccanismo, possono essere rivelarsi fondamentali e, in taluni casi, dei veri e propri salvavite, quando i meccanismi di reazione mettono in crisi un tessuto, un parenchima, un organo nobili (cuore, cervello, polmone, reni, etc.).

Molte volte, però, non è necessario ottenere la soppressione di un meccanismo, ma sarebbe più opportuno modularlo. Questo è vero soprattutto quanto più ci si allontana dalla fase acuta. Disponiamo, ad esempio, di un gran numero di anti infiammatori per la fase acuta di una infiammazione. In farmacologia, però, non esiste, attualmente, un farmaco per combattere, efficacemente, l’infiammazione cronica. In particolare, per contrastare gli effetti deleteri dell’infiammazione cronica silente, considerata il killer silenzioso, essendo il grande imputato di tutte le malattie cronico-degenerative che affliggono le persone che vivono nel mondo occidentale, responsabili di un gran numero di decessi e/o disabilità. 

La Medicina Fisiologica di Regolazione nasce dall’integrazione delle conoscenze di Biologia Molecolare, Psicologia, Neurologia, Endocrinologia, Immunologia e Nutraceutica ed ha come finalità il Sostegno e/o la Modulazione dei processi fisiologici ed il recupero dell’omeostasi.

L’obiettivo della Medicina Fisiologica di Regolazione è, infatti, quello di modulare, senza sopprimerli, i meccanismi patogenetici ma anche fisiologici, responsabili di malattie e sintomi. E’ sicuramente una medicina più lenta, non adatta ad essere utilizzata come salvavite, più adatta a contrastare le fasi sub acute e croniche delle patologie, anche in overlapping con la medicina convenzionale.

 

Un’arma importante della Medicina Fisiologica di Regolazione è la Medicina Low Dose (nanofarmacologia).

Negli ultimi anni, ai progressi fatti dalla biochimica e dall’immunologia, si sono aggiunti quelli della biologia molecolare, grazie ai quali è stato possibile comprendere i più fini meccanismi che regolano il comportamento cellulare.

Negli stessi anni è nata una scuola di pensiero con l’intento di superare il vecchio concetto di efficacia legata unicamente agli alti dosaggi delle molecole, studiando la possibilità di usare molecole segnale a basso dosaggio (neuropeptidi, neuromediatori, ormoni, citochine, fattori di crescita).

E’ nata così una nuova frontiera rappresentata dalla Low Dose Medicine.   

Presso l’Unversità Degli Studi di Milano è nato il CREBION (Centro Interdipartimentale di Ricerca per lo Studio degli Effetti Biologici delle Nanoconcentrazioni), presso il quale sono stati già effettuati vari studi pre clinici e clinici per verificare gli effetti biologici delle basi dosi, mentre altri sono in corso. Si tratta di un polo di avanguardia dedicato alla nanofarmacologia.

Le molecole segnale, utilizzate a basse dosi, vengono prearate con una tecnica particolare denominata SKA (Sequential Kinetic Activation) per renderle stabili ed efficaci.

Nel 2009 la prestigiosa rivista internazionale “Pulmonary Pharmacology and Therapeutics” ha pubblicato uno studio, effettuato presso l’Istituto di Morfologia Umana dell’Università degli Studi di Milano, in cui è stata evidenziata l’efficacia delle citochine a basse dosi, attivate secondo la metodica SKA, nel modificare una serie di parametri clinici e di laboratorio tipici dell’asma allergico.  

Da allora sono stati pubblicati numerosi altri studi analoghi, pre clinici e clinici, prodotti in varie Università italiane, riportanti gli effetti delle molecole biologiche a basse dosi.

All’origine (3.5 miliardi di anni fa) esistevano soltanto delle cellule immerse in un brodo primordiale.

Grazie ai meccanismi evolutivi, da queste cellule si sono formati gli organismi pluricellulari. Il corpo, i tessuti, gli organi, i sistemi sono formati da un elevato numero di cellule che hanno la necessità di comunicare con l’ambiente esterno ed una con l’altra.  La necessità di garantire una piena e pronta comunicazione ha portato all’origine delle cosiddette molecole segnale, lette dalle cellule attraverso i recettori esposti sulla superficie delle loro membrane.

Le molecole segnale sono organizzate in rete per cui, ogni intervento in un nodo qualsiasi, si ripercuote su tutta la rete. Questo giustifica il fatto che non possiamo considerare il corpo come un sistema lineare ma un sistema complesso. Gli effetti degli atti terapeutici e degli interventi di qualsiasi tipo non sono prevedibili e possono essere molto soggettivi.

Noi possiamo leggere perché i nostri occhi inviano delle molecole segnale ad una porzione del nostro cervello.

Il meccanismo di comunicazione, basato sulle molecole segnale, presume vari passaggi:

  • Rilascio della molecola segnale
  • Ricezione del segnale
  • Traduzione del segnale
  • Risposta cellulare

Il primo passaggio è la ricezione del segnale da parte della cellula. Ciò avviene quando la molecola segnale incontra la molecola con la funzione di recettore, posta sulla superficie della sua membrana cellulare.

In seguito all’interazione con la molecola segnale, il recettore cambia la sua forma e da il via ad un II° messaggero. 

Il secondo passaggio consiste nella traduzione del segnale. Il segnale ricevuto, infatti, viene convertito in una forma meglio comprensibile dalla cellula. Ciò avviene grazie alla formazione di secondo messaggero. A volte la traduzione prevede una serie di passaggi più complessi, alla quale partecipano più molecole e più reazioni.

L’ultimo passaggio è rappresentato dalla risposta cellulare, nella quale si possono riconoscere le miriadi di attività cellulari che, grazie a questa fine regolazione, vengono definite nei modi, nelle intensità, nei tempi, assicurando la correttezza del comportamento di ogni cellula, responsabile della salute dell’individuo. Ogni cellula è capace di rispondere ad un determinato numero di molecole segnale, in base alla presenza dei corrispondenti recettori sulla sua superficie di membrana. Inoltre, cellule diverse possono in modo opposto alla stessa molecola segnale, grazie proprio alla possibilità di esprimere recettori diversi o all’attivazione di una diversa via del secondo messaggero. L’acetilcolina può stimolare la contrazione del muscolo scheletrico ed inibire quella del muscolo cardiaco.  

Il tipo di risposta cellulare condiziona il destino della cellula stessa:

-sopravvivenza e svolgimento delle normali funzioni

-proliferazione

-differenziazione

-morte

Spesso la cellula richiede la presenza di multipli segnali per poter elicitare la propria risposta. La differente combinazione di segnali consente che, un relativamente piccolo numero di molecole segnale, possa essere usato per controllare il complesso comportamento cellulare. 

Ciascun passaggio è modificabile per mezzo di fattori esterni o interni alla cellula.