BENESSERE, LONGEVITA’ E SALUTE, RIPENSANDO IL PANORAMA SANITARIO


L’obiettivo della medicina antiaging è il prolungamento dell’aspettativa di vita senza disabilità e dipendenze e non il semplice prolungamento dell’aspettativa di vita. 

Sebbene il nostro sistema sanitario si sia arricchito, negli ultimi decenni, di nuovi farmaci oltre che di nuove e sofisticate tecniche chirurgiche, le popolazioni sono afflitte da un gran numero di malattie cronico-degenerative pericolose per la sopravvivenza, le persone cominciano ad assumere farmaci in età sempre più precoce e la loro vita è sempre più dipendente dall’assistenza sanitaria.

La discrepanza tra, le migliorate condizioni igienico-sanitarie e l’aumento delle malattie croniche e le conseguenti disabilità, è dovuta ai non corretti stili di vita che caratterizzano prevalentemente il mondo occidentale, la cui tendenza è, soprattutto, quella di curare le persone malate e la prevenzione è prevalentemente di tipo secondario, basata sulla diagnosi precoce e sull’uso di farmaci.

Molti professionisti della salute, dal resto del mondo, afferiscono tutti i giorni agli Stati Uniti per l’approfondimento delle loro conoscenze sanitarie. Eppure, molti di quei professionisti provengono da aree geografiche dove, a parte le condizioni igieniche, gli stili di vita sono migliori e le malattie tipiche del mondo occidentale hanno un peso minore.

Oggi abbiamo la straordinaria opportunità di coniugare i grandi progressi scientifici ed i miglioramenti delle condizioni igienico-sanitarie del mondo occidentale, con le lezioni di benessere, longevità e salute che ci vengono dai popoli meno evoluti, dal punto di vista tecnologico.  

‘’…..facciamoci insegnare dai popoli che vivono

più a lungo ed in salute

come vivere più a lungo ed in salute”

Dan Buettner, nel suo libro ‘’The Blue Zone: Lessons for Living Longer from the People Who’ve Lived the Longest’’,  fornisce una prima spiegazione empirica, basata su dati osservazionali, per giustificare l’alta sopravvivenza di questi popoli.

 

Il termine zone blu deriva dal fatto che, gli studiosi Gianni Pes e Michel Poulain, hanno disegnato una mappa sulla quale hanno tracciato, con dei cerchi concentrici di colore blu, le aree geografiche caratterizzate da una più lunga sopravvivenza.

‘’…Zone blu: ben delimitate aree geografiche, abitate da persone che

condividono stili di vita e ambiente,  

la cui eccezionale longevità sia stata accertata”.

Dan Buettner, esploratore del National Geographic, ha identificato aree di alta longevità a Okinawa (Giappone), Ogliastra (Sardegna, Italia), Nicoya (Costa Rica), Icaria (Grecia), e fra gli avventisti del VII° giorno a Loma Linda (California, USA). 

 

Ha, inoltre, individuato nove diversi stili di vita che contribuiscono all’ambita longevità:

  1. Attività motoria naturale moderata ma regolare e costante
  2. Consapevolezza della propria utilità sociale ed una continua progettualità
  3.  Ottimale gestione dello stress
  4. Conclusione dei pasti prima della sazietà
  5. Frequente consumo di legumi ed una media di cinque porzioni di carne al mese
  6. Moderato consumo di vino
  7. Fede religiosa comunitaria
  8. Vita incentrata sulla famiglia
  9. Comportamenti positivi socialmente condivisi