malattie e nutrizione: i fitochimici


Le malattie, a parte quelle genetiche, derivano dall’interazione dei processi biologici con l’agente causale. Le cure, di conseguenza, dovrebbero mirare all’eliminazione delle cause ed al ripristino dei processi biologici alterati. Tuttavia, per le principali malattie che affliggono il mondo occidentale (tumori, malattie autoimmuni, malattie neuro-degenerative, malattie cardio-vascolari, malattie metaboliche), non è stato identificato un unico fattore causale, oppure non tutti i soggetti esposti al fattore causale proposto si ammalano.

Pare che lo stesso Pasteur, lo scopritore dei batteri, in punto di morte confessò ad un suo assistente: ‘’aveva ragione Claude Bernard, il terreno è tutto, il microbo non è nulla’’.

Il terreno rappresenta l’insieme di quelle caratteristiche individuali, somma di fattor genetici ed epigenetici, che determinano la suscettibilità alle malattie.

Non potendo essere riconosciuta una causa precisa, per la maggior parte delle malattie occidentali, è stata spostata l’attenzione sui fattori di rischio, con l’ausilio dell’epidemiologia e della statistica.

Anche questa impostazione lascia molte questioni aperte come il gap esistente tra, la presenza dei fattori di rischio individuati per quella patologia (ipercolesterolemia, ipertensione, iperglicemia, fumo di sigarette, eccessivo consumo di alcolici, di sale nella dieta, positività dei marcatori getici per tumore, esposizione a cancerogeni ambientali) ed il reale sviluppo delle relative malattie.

Il pesante divario è legato alla mancata considerazione dell’altra faccia della medaglia: la resistenza soggettiva dell’individuo, legata al suo terreno.

Concentrarsi sulle cause o sui fattori di rischio, limitandoli, senza perdere di vista il sistema di difesa, legato al terreno, sostenendolo, rappresenta l’approccio di base ottimale alla maggior parte delle malattie.

La grande importanza che l’alimentazione ha per la nostra salute è giustificata dalla capacità di limitare i fattori causali, favorire l’eliminazione delle sostanze nocive o tossiche, potenziare le difese (terreno), grazie alle numerose interazioni con l’epigenetica, i sistemi immunitario, endocrino, neuro-vegetativo e le molecole segnale.

I principali attori, in questo scenario, non sono i macronutrienti (proteine, grassi, carboidrati) o le vitamine ed i sali minerali ma i fitochimici.

Gli studi archeologici ci hanno rivelato che i popoli antichi erano a conoscenza delle proprietà curative delle piante che loro usavano come decotti, infusi, distillati, estratti di alimenti vegetali, erbe e spezie.

Il nostro corpo si è evoluto in un mondo molto ricco di piante, dalle quali ha imparato ad acquisire non soltanto elementi nutritivi basilari, ma anche altre sostanze necessarie al buon funzionamento degli organi. Gli occhi si proteggono dalle radiazioni fototossiche grazie ad un carotenoide noto come luteina, sfruttando la stessa funzione svolta nelle piante che la contengono.

Il progresso, soprattutto nel mondo occidentale, ha segnato una profondo mutamento delle dinamiche patogenetiche e la mortalità per malattie infettive e contagiose ha lasciato il primato a quella legata alle patologie croniche.

Alimenti vegetali, comprendenti frutta, verdura, legumi, cereali integrali e semi hanno promettenti qualità benefiche per la salute. Oltre a fornire macro e micro nutrienti, sono ottime fonti di migliaia di fitochimici diversi; sostanze che non hanno un valore nutrizionale e la loro mancanza con configura chiari quadri carenziali. Dal punto di vista delle evidenze scientifiche, esistono ampie ricerche che suggeriscono i benefici effetti sulla salute esercitati da una dieta ricca di alimenti vegetali. Molto minori sono le evidenze a favore dei benefici effetti dei singoli fitochimici. Poiché le piante sono un complesso contenitore di composti biologicamente attivi, è difficile separare i benefici del singolo fitochimico da quelli della pianta intera (fitocomplesso).

Nelle ultime decadi c’è stata una grande accelerazione nella produzione scientifica atta a chiarire i meccanismi con cui i fitochimici possono prevenire o trattare le malattie, le loro interazioni reciproche e le interazioni con i trattamenti farmacologici.

In alcuni casi i risultati degli studi pre-clinici sono stati così promettenti da raccomandare future ricerche per valutarne biodisponibilità, sicurezza ed efficacia delle alte dosi nell’uomo. Oggi sono disponibili sul mercato un gran numero di nutraceutici a contenenti alte dosi di fitochimici, acquistabili senza obbligo di prescrizione.

L’applicazione delle conoscenze emergenti sui fitochimici ed altri fattori dietetici (alimenti funzionali) potrà fornire dei validi fondamentali, alla base della formulazione delle linee guida dietetiche, arricchendo l’armamentario a disposizione dei professionisti della nutrizione nell’elaborazione dei piani alimentari, sia nel caso di persone sane, con una valenza preventiva, che nel caso di pazienti affetti da specifiche patologie (alimentazione regolatoria).