Il retroscena delle diete


L’obiettivo delle diete è, solitamente, la perdita del peso corporeo, grazie ad un aumento della massa magra a spese della massa grassa. Lo scioglimento del grasso comporta la liberazione delle sostanze tossiche liposolubili in esso stoccate. Ciò, soprattutto in caso di rapide perdite di peso, pone due problemi:

 

  1. La comparsa di sintomi che possono rendere più difficoltoso il proseguimento del piano alimentare;
  2. Il sovraccarico dei sistemi di detossificazione del corpo.

La detossificazione è un processo che si svolge in più fasi, concatenate e in equilibrio, con l’obiettivo di trasformare sostanze tossiche liposolubili in sostanze non tossiche idrosolubili da eliminare.
Durante la fase I una famiglia di superenzimi, detta globalmente citocromo P-450 (CYP-450), determina la trasformazione delle sostanze tossiche liposolubili in sostanze idrosolubili e idonee ad essere eliminate. Purtroppo queste sostanze si comportano da radicali liberi con alto potenziale dannoso, soprattutto per le membrane ed il DNA. Questi intermedi necessitano di essere neutralizzati nella successiva fase II. L’adeguato svolgimento della fase II è a rischio perchè richiede la presenza di una sostanza da coniugare e l’enzima relativo. L’induzione degli enzimi di fase II è considerata il meccanismo di protezione più importante contro lo stress ossidativo e la cancerogenesi (coniugazione con glutatione, glucuroconiugazione, coniugazione con aminoacidi, sulfoconiugazone, acetilazione, glicinazione, metilazione). Una carente disponibilità di aminoacidi, per esempio, può generare malessere, nelle fasi di digiuno o alimentazione ipoproteica, per la carenza degli aminoacidi necessari. La sintesi di glutatione, potente antiossidante e coniugante della fase II, richiede la presenza di 3 aminoacidi: glicina, cisteina, acido glutamico. La betaina (trimetilglicina) agisce come donatore di metili. Infine, le sostanze rese atossiche grazie alla coniugazione, devono essere eliminate, attraverso gli organi emuntori Reni e vie biliari, con urine e feci. Le attività di fase I e II possono essere stimolate o frenate. Il prevalere della fase I espone il corpo al rischio di tossicità degli intermedi della detossificazione. Il carico tossico va contrastato con un approccio integrato che tenga conto delle fonti di tossicità (primo tra tutti l’intestino), seguito dalla protezione dagli inquinanti ambientali, una dieta adeguata e una giusta attività fisica.

I provvedimenti del caso consistono, essenzialmente, nel ridurre il carico tossico derivante dall’intestino (1) e sostenere le fasi II e III della detossificazione (2). La riduzione del carico tossico intestinale si basa sulle 3R: Ripulire (il contenuto intestinale), Riparare (la barriera intestinale alterata), Ripopolare (ripristinare la flora batterica protettiva). Il sostegno delle fasi II-III si basa sull’uso di alimenti e nutraceutici idonei.

L’Iperico è un induttore di entrambe le fasi I e II. Il pompelmo che contiene la narigenina che stimola la fase II. Il cardo mariano, grazie alla silimarina e la curcuma, grazie alla curcumina frenano la fase I e stimolalano fase II. La silimarina fa aumentare a disponibilità di glutatione che è uno dei principali agenti coniuganti della fase II. L’N-acetil cisteina è il precursore del glutatione e, percò, ha effetti positivi sulla detossificazione (rappresenta l’antidoto contro la tossicità epatica del paracetamolo). L’N-Acetil cisteina è utile anche per la detossificazione dei metalli pesanti (oro, argento, mercurio, piombo, arsenico ed altri). La detossificazione del mercurio consuma glutatione per cui si rende necessario un supplemnto di glutatione. Amche il tè verde è epatoprotettivo e sostiene entrambe e fasi I e II; i suoi polifenoli hanno effetto protettivo nei confronti di alcuni tumori. Il Calcio D-glucarato sostiene un’altra reazione utile alla detossificazione, la glicuroconiugazone, Germi che proliferano in presenza di disbiosi producono l’enzima beta-glicuronidasi che scinde il legame tra l’agente coniugante e la sostanza tossica, della quale viene impedita l’eliminazione, rendendola libera di rientrare nel corpo. Questa azione aversa può essere impedita dal Calcio D-glucarato. L’acido D-glutarico è una sostanza naturale di diesa di molti frutti e vegetali come mele, pompelmo, broccoli, cavoletti di Bruxellesi, etc. Il Calcio D-glucarato inibisce parzialmente l’enzima beta-glucuronidasi prodotto dai germi avversi. L’aglio può indurre gli enzimi di entrambe le fasi I e II direttamente e stimolare la produzione di glutatione. L’aglio, inoltre, protegge dai metalli pesanti (mercurio, piombo, alluminio). Il rosmarino contiene carnosol, un antiossidante che induce la sintesi di glutatione necessario alla fase II.

Il completamento del processo di detossificazione si basa sull’eliminazione definitiva della sostanza, resa atosica grazie alla reazione di coniugazione, mediante reni e vie biliari e, quindi, urine e feci. Anche la fase III va sostenuta, grazie all’uso di drenanti degli emuntori coinvolti o, anche, di emuntori che, in parallelo, possono collaborare, scaricando gli emuntori principali, talora affaticati o già compromessi da patologie pregresse o recenti (cute, apparato respiratorio, intestino). Il drenaggi degli emuntori si basa sull’uso di alimenti, fitoterapia, medicina low dose.